Gestire il blocco dello scrittore: strategie e strumenti

Gestire il blocco dello scrittore: strategie e strumenti

Gestire il blocco dello scrittore: strategie e strumenti

L’editoria italiana sforna 85 mila nuovi titoli all’anno, cioè 230 al giorno, quasi 10 all’ora. È un buon motivo per non cimentarsi nella scrittura? No. L’arte è scendere in noi stessi e poi dare una forma creativa a ciò che si ha dentro. L’arte è innanzitutto la chiave per sentirci liberi. È ascolto interiore. È mettere su carta quella voce che scalpita in noi per essere espressa. Scriviamo per noi stessi, non per vincere il Premio Strega.

1. Fiducia

In tutti noi alberga la sindrome dell’impostore. «Ma chi mi credo di essere? Italo Calvino?!?». Ci si mette a scrivere e la si supera. Ad un bimbo, che con occhi sognanti ci dice che un giorno solcherà lo spazio a bordo di un’astronave, risponderemmo mai di calibrare le aspettative perché al massimo guiderà un autobus in mezzo al traffico cittadino? No. Lo incoraggeremmo, piuttosto, a credere in se stesso, ad impegnarsi per raggiungere l’obiettivo. Esattamente ciò che dovremmo fare con noi stessi!

2. Appunti

Mostriamo gratitudine per quella scintilla d’ispirazione che alberga in noi. Alimentiamone il fuoco leggendo molto e vario, esplorando arte e musica. Gli spunti creativi possono avere le origini più disparate. E annotiamo tutto: idee, dialoghi, immagini. Visualizziamo con schemi e disegni le relazioni tra personaggi ed eventi. Elaboriamo una scaletta per fare ordine nella mente. Adottiamo il metodo cartesiano: scomponiamo l’insieme.

3. Routine

Il foglio bianco. Horror vacui. Sì, il foglio bianco può far paura. Creiamo un ambiente favorevole alla scrittura, silenzioso e stimolante, e proponiamoci di scrivere per 15 minuti. Senza giudizio. Come viene viene. Non si può correggere ciò che non si è scritto. Il giorno successivo scriviamo altri 15 minuti. E così via. Ritmo e routine alleneranno il nostro cervello. Ci proporremmo mai di segnarci ad una maratona senza prevedere al contempo il necessario training giornaliero? No. Il libro è la nostra 42 chilometri.

4. Sport

A proposito di attività fisica, lo sport può aiutare a sconfiggere lo stress, lasciando spazio all’acutezza mentale, ed è un’azione di radicamento che dà gravità alle nostre intenzioni. Quindi, usciamo e facciamo qualcosa che sembri una vittoria – camminare, correre, andare in bicicletta – e poi infondiamo nella scrittura quell’energia. Intestardirsi e chiudersi in casa non serve. La vita reale è carburante narrativo.

Scrivere è un atto di coraggio, ma anche di fiducia e disciplina. Il blocco dello scrittore non è un nemico da combattere con la forza, ma un segnale da ascoltare, un’occasione per fermarsi, respirare e ricominciare con uno sguardo nuovo. Non esistono soluzioni miracolose, ma esistono piccoli gesti quotidiani – prendere appunti, creare routine, muovere il corpo, coltivare ispirazione – che insieme costruiscono una solida base creativa.

Ogni parola scritta è una vittoria contro il silenzio. Ogni tentativo, un passo avanti. Non dobbiamo essere geniali, perfetti o pubblicabili: dobbiamo essere presenti. E ricordarci che il vero traguardo non è pubblicare un libro, ma non smettere mai di scrivere.

 

 

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